Esiste un movimento: i reducetariani, fondato dal ricercatore americano Bryan Kateman, che si avvale del motto #eatlessmeat. Prima che cominciate a pensare che è ora di smetterla con tutte queste nuove parrocchie alimentari – e in caso lo faceste mi troverei assolutamente d’accordo con voi – vorrei spendere due parole in merito, perché a pensarci bene, non è esattamente una stupidaggine, è il nome che si sono dati secondo me che rende male l’idea… perché i loro presupposti, al di la del fatto che credo siano piuttosto ovvi, non sono poi così astrusi.

Sostanzialmente i reducetariani sono delle persone, a quanto pare dipendenti dall’umami della ciccia, che si impegnano a mangiare meno prodotti animali e derivati rispetto a quanto sono soliti fare.

Meno carne, di qualità maggiore sostanzialmente. Ecco… non credo fosse necessario che un ricercatore della Columbia University creasse un movimento ed etichettasse con lo strano aggettivo di reducetariano, chi si impegna a ridurre di 100 gr le bistecche che mangia di solito, o che si impegna a non mangiare la carne due volte la settimana, ma se questo può servire a renderci un popolo più sano e fa del bene all’ambiente, ben venga.

 

Più che una scelta etica ha l’aria di essere una scelta edonica, ma è anche vero che le restrizioni severe hanno un’altissima probabilità di fallimento, quindi credo possa essere un valido compromesso.

 

Tutto questo preambolo perché mi sono fatta un piccolo esame di coscienza, e ho notato che le ricette vegane ultimamente mi hanno preso un po’ la mano, e anche al di la dei piatti che vi racconto, un po’ più pensati e completi rispetto a quelli di tutti i giorni, mi sono resa conto che anche quello che mangio di solito a casa nella maggior parte dei casi è vegano.

Quindi senza volerlo, il così detto meat less monday, si è trasfromato in una sorta di meat less week. Tuttavia, ogni tanto mi piace mangiare un bel pesce ai ferri, una buona bistecca, una fetta di formaggio… starò mica diventando reducetariana??

 

No.

 

Semplicemente mi da molta soddisfazione preparare piatti gustosi e soddisfacenti senza usare carne, uova o latte… della serie: yess men, I’m a kitchen PRO! Ci sono un sacco di ingredienti e tecniche nuove (almeno per me) che permettono di preparare ricette buonissime e che ti fanno stare proprio bene. Chiaramente d’estate viene molto più facile perché le verdure sono nel pieno del loro splendore e danno un gusto strepitoso a qualsiasi cosa senza la necessità di aggiungere condimenti per compensare l’assenza del gusto della ciccia… che è vero, si avverte, ma mi piace. Avete presente lo slogan usurato dall’industria alimentare: Leggero con gusto ?… ecco… sono le ricette leggere con gusto quelle che ultimamente mi stanno dando soddisfazione, che mi piacciono, che mi fanno stare bene e che mi divertono.

 

Come il chili vegano. Era da tanto tempo che volevo provare a fare questa ricetta, e il weekend scorso mi ci sono messa. Non ho fatto altro che utilizzare la stessa ricetta seguita quest’inverno per fare il chili classico, solo ho sostituito il macinato di manzo con i fiocchi di soia reidratati. Che non hai carne sotto i denti lo senti, ma non ti manca. Il carnivoro di casa l’ha mangiato senza fare una piega e a me è piaciuto tantissimo.

Sarà che adesso i pomodori e peperoni sono al top e danno un sapore fantastico, ma è l’equilibrio del mix di ingredienti e spezie catturare l’attenzione, e l’assenza di carne passa in secondissimo piano.

 

E ‘ una ricetta incredibilmente leggera, solo verdure e legumi, niente soffritto, un goccino di birra per sfumare e se vi piace un filo d’olio a crudo sul piatto. Si può preparare in quantità e poi congelare in monoporzioni, così avrete sempre qualcosa di pronto in freezer per fare fronte al deserto artico del frigo… ogni TANTO succede.

 

È un vero e proprio comfort food, un piatto della domenica. Sugoso e saporito. Se poi stare in cucina vi piace e vi rilassa ancora meglio: lava, affetta, bolli, sobbolli, il profumo nell’aria, bellissimo.

 

INGREDIENTI PER 4 persone

 

1 confezione di bocconcini di soia (125 gr)

1 scatola di azuki

1 scatola grande di mais

1 scatola di pelati

1 peperone grande giallo

4 pomodori di medie dimensioni

3 carote

1 cipolla rossa grande

3 spicchi d’aglio

4 cm circa di zenzero fresco

3 chiodi di garofano

2 cucchiaini di cumino in polvere

2 cucchiaini di paprika dolce

2 cucchiaini di zenzero in polvere

Una generosa grattugiata di noce moscata

Mezzo cucchiaino di pepe di cayenna

1 cucchiaio di ketchup

Sale q.b.

Pepe q.b.

Un goccio di birra chiara per sfumare il soffritto.

 

Riedratate i bocconcini di soia seguendo le indicazioni riportate in confezione. Nel mio caso ho portato a bollore 350 ml di acqua, ho spento e ci ho versato dentro la soia lasciandola in ammollo per 15-20 minuti. Affettate la cipolla (non troppo sottile), le carote, i pomodori e il peperone privandolo dei semi e della fibra bianca interna. Sbucciate e tritate l’aglio e lo zenzero. In una pentola abbastanza grande fate intenerire la cipolla, l’aglio e lo zenzero sfumando con un po’ di birra prima che si attacchino. Aggiungete i pomodori, le carote e i peperoni, mescolate, coprite con un coperchio e lasciate cuocere a fiamma vivace per 5 minuti. A questo punto aggiungete i bocconcini di soia, il mais, i fagioli, i pelati, le spezie e mescolate. Abbassate la fiamma al minimo, coprite e fate cuocere per due ore. Controllate ogni tanto che ci sia abbastanza liquido – il chili deve rimanere bello sugoso – e se dovesse asciugarsi troppo aggiungete un po’ d’acqua. Prima di spegnere il fuoco assaggiate, aggiustate il sapore come più vi piace e spegnete. Io ho accompagnato il chili con il pane di semola (la ricetta è nel post subito precedente), ma oltre che mangiarlo da solo, è perfetto accompagnato con dei nacho, delle gallette di mais o con sei crostini di pane belli abbrustoliti.

 

 

 

 

 

Autore

3 Comments

  1. Arrosticino Reply

    Ma che è sta robaccia ?! Che so’ tutte ste parole difficili, annamosene a magnà costine alle sagre va’ che è mejo. Che a seguire tutte ste correnti ce se prende la scossa.. e anche la mossa, si quella de corpo (cacarella tofu tasty)

    • camilla Reply

      Gentile Arrosticino,
      che con queste correnti ci si prende la scossa concordo con te… però è vero che oltre alle costine mi piace anche il tofu, e ringraziando il cielo la cacarella tofu tasty non mi è ancora venuta, quindi ne approfitto per continuare a sperimentare con questo prodotto. La sfortuna del tofu è che è poco conosciuto, ha bisogno di attenzioni diverse rispetto a cibi a noi più familiari. Tuttavia questa ricetta il tofu non ce l’ha, quindi se mai decidessi di provarla non corri rischi di alcun genere.
      Se invece la cucina vegana proprio non ti va giù prova il cosciotto di capriolo alla birra, la ricetta la trovi nella sezione della selvaggina, oppure le diverse ricette di pesce, come le linguine con gli scampi. Qui ce n’è per tutti i gusti e tutti i palati.

  2. Arrosticino Reply

    Grazie mille per le delucidazioni, e ancor più per i consigli, si vede che di selvaggina te ne intendi, l’importante nella vita è non smettere mai di chiedersi “meglio prede o cacciatori?”
    This is the question.
    In ogni caso, visto il caldo, credo che per stasera ordinerò una pizza a casa.

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