Fame, sete, afa, caldo… il vicino, la nonna, la zia, tutti regalano pomodori dai loro orti. Ho il frigo pieno. E’ meraviglioso, ma anche insidioso. Quando mi sono resa conto della reale quantità più che a pensare a come mangiarli: in insalata, gratinati – oddio il forno no! – ci faccio il sugo? A preoccuparmi era di più il fatto di doverli tagliare. Erano tanti, non avevo voglia ti tagliarli tutti, non avevo nemmeno il tempo materiale per farlo.

 

C’era un un piatto che volevo provare da tanto tempo, il famoso gazpacho. Mai preparato – perché servono un sacco di pomodori e quando serve qualcosa generalmente manca o non ce n’è abbastanza – e vi dirò, mai mangiato, perché a ristorante ho la fobia delle zuppe.

 

La fobia delle zuppe è un po’ come la fobia della polpetta: mi fa ansia mangiare qualcosa che non riesco a definire. Non dico che devo sempre sapere esattamente quello che c’è dentro, se così fosse dovrei mangiare solo quello che cucino io, e non è così. Ma almeno riuscire a farmene un’idea. Mania di controllo? Si un po’ si, ma si sa, tutto fa brodo e quel tutto un po’ mi intimorisce.

 

Quindi quale migliore occasione per preparare questo piatto se non un’affamata, calda e pomodorosa domenica sera d’estate?

Piccolo check per non rischiare di illudermi di riuscire a fare finalmente il gazpacho: pomodori ci sono, peperone, cetriolo, sedano, porro, aglio, peperoncino, aceto, olio, sale. C’è tutto, non mi sembrava vero!

 

Piccola precisazione assolutamente necessaria: io questo piatto lo chiamo gazpacho perché ci assomiglia abbastanza, almeno concettualmente ci siamo, ma non è Il Gazpacho vero e proprio, a dire la verità non so nemmeno quale sia la ricetta tradizionale /originale, l’ho chiamato così perché è a base di pomodoro, tutto frullato, non necessita cottura e gli ingredienti principali ci sono, ma non credo proprio che gli spagnoli siano pienamente d’accordo. Siccome ho scritto un post la volta scorsa con una chilometrica riflessione sulla storpiatura di Nigella della Carbonara, non vorrei incappare nello stesso errore, quindi metto le mani avanti. Questo è un Gazpacho che vorrebbe tanto essere come quello vero, ma non aveva tempo di esserlo.

 

Mi interessava riuscire a smaltire i pomodori, volevo qualcosa di veloce, di saporito e fresco. Leggero, anzi leggerissimo e soprattutto non volevo accendere i fornelli. Sarebbe più corretto chiamarla una zuppa fredda di pomodori. E se il gazpacho vero è ancora più buono di questa versione alleggerita e interpretata non vedo davvero l’ora di provarlo!

 

Nel frattempo vi lascio la ricetta della zuppa di pomodoro. La freschezza e la qualità degli ingredienti è fondamentale. Non ci sono soffritti, non ci sono grassi – se non 1 cucchiaio d’olio–, non c’è pane, non ci sono esaltatori. Tutta la forza è nelle vostre verdure!

 

INGREDIENTI per 3 persone

 

600 gr di pomodori maturi

1 cetriolo grande

1 peperone giallo

2 coste di sedano

1 porro

1 spicchio d’aglio

1 e ½ cucchiaio d’olio extravergine d’oliva

1 spruzzata di salsa Worcestershire

2 cucchiai di aceto di mele

Peperoncino q.b.

Sale q.b.

 

Tagliate grossolanamente i pomodori per togliere i semi e l’acqua in eccesso, non deve essere un lavoro minuzioso. Tagliate grossolanamente anche il peperone privandolo della fibra bianca interna e dei semi. Sbucciate il cetriolo e tagliatelo a fette, affettate anche il sedano, il porro e l’aglio. Non è necessario fare un lavoro certosino. Mettete tutte le verdure nel frullatore, aggiungete l’olio, il sale, il peperoncino, la salsa Worcestershire e l’aceto. Frullate. Il composto deve essere il più possibile liscio e cremoso. Assaggiate per aggiustare di sale, d’aceto o di quello che serve. Servite con una grattata di pepe e un filo d’olio.

 

PS: se volete dare un po’ di consistenza al piatto tagliate a piccoli cubetti delle verdure come peperoni, carote, sedano e distribuiteli sopra la zuppa.

 

 

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