Stavo andando a dormire, ero già a letto, cuscino sulle gambe a reggere il computer e puntata di Girlboss in pausa. Ero pronta a premere play e il computer si spegne… in effetti non potevo pretendere che la mia pigrizia sconfiggesse l’1% di batteria del pc. Così mi sono dovuta alzare per recuperare il caricatore, sono passata affianco la cucina e ho sentito il profumo di torta mescolato al calore del forno spento da pochi minuti. Sopra il fornello c’era una torta al mango, appena sfornata. Una frazione si secondo, è bastata davvero una frazione di secondo per riportarmi nel regno dei fantastici quattro: burro, uova, vaniglia e zucchero.

 

Mi sono scontrata con un muro di profumo e ricordi. I dolci sono stati un elemento determinante nella mia vita ed era da tempo che non ne preparavo uno come una volta, con i fantastici quattro intendo. Complice il fatto che ho riacceso il forno non da moltissimo tempo per via delle temperature che adesso lo consentono.

In cucina si genera un microclima, un atmosfera estremamente caratterizzanti: il calore del forno, il profumo dei fantastici quattro e le finestre chiuse che trattengono entrambi generano il paradiso. Penso che sia una cosa di cui non ci si rende conto se è all’ordine del giorno, ma quanto è da un po’ che non rivivi la situazione la sai apprezzare a pieno(quale banalità no? Ma d’altronde, è così).

 

Una condizione estremamente piacevole. Fuori fa un po’ freschino, non tanto, è solo che dopo le temperature infernali dell’estate non si è più abituati e quindi un leggero spiffero d’aria è come un coltello di ghiaccio nella schiena, quindi finestre blindate.

Questo fa si che il calore del forno venga percepito come un tocca sana, il calduccio della cucina diventa una gioia. Le finestre chiuse lo mantengono, come mantengono il profumo di torta che poi ti senti addosso con la persistenza di Chanel n°5 se esci di casa.

Mi spiace ma è un profumo che solo burro, zucchero e uova riescono a generare. Non sto dicendo che è migliore o peggiore di quello dei semi di lino, olio di cocco e datteri, è solo… diverso. Sarà che mi vengono in mente i venerdì pomeriggi d’inverno dedicati ai dolci, quando ero una liceale. Quei pomeriggi freddi e bui, il sole che cala alle 16.30, la nebbia, fuori fa un freddo cane e tu stai sfornando bignè, muffin e biscotti. Il calore e il profumo rimangono intrappolati in casa.

 

Ecco ieri sera ho rivissuto quei momenti, tutto grazie a una finestra chiusa e alla mia pigrizia che mi ha costretta a passare vicino alla cucina.

 

Una delle ragioni principali per cui spesso non uso ingredienti di origine animale è perché mi danno un senso di pesantezza e perché cucinare con ingredienti alternativi mi da molta soddisfazione, al di la poi del complesso, tortuoso e pericoloso discorso che riguarda l’etica e la sostenibilità.

Certo mi sarebbe piaciuto di gran lunga che il latte fosse della mucca del vicino e le uova delle sue galline. Ma io non ho una mucca, e nemmeno il mio vicino, quindi quando serve mi accontento del Km0 del supermercato, il tutto però nella massima consapevolezza.

E penso che in cucina la consapevolezza e la non superficialità siano la chiave.

 

Siamo giunti alla ricetta di questa torta dai profumi e risvolti di spessore (a quanto pare), ma al di la di tutto questo… se quello che più vi interessa è mangiare una fetta di torta buona, questa è la ricetta che fa per voi.

INGREDIENTI

 

Per la torta

 

112 gr di tuorli

112 gr di burro fuso

1 vasetto di yogurt bianco intero

80 gr di zucchero

3 cucchiai di sciroppo al pino

100 gr di latte

100 gr di farina 00

100 gr di farina di mais

1/2 bustina di lievito

1/2 cucchiaino di sale

La metà di 1 mango sbucciata e tagliata a cubetti

 

Per il ripieno e il frosting

 

Marmellata alle prugne: quanta ne basta per distribuirne un velo sottile sulla superficie inferiore della torta

1 confezione (170 gr) di yogurt greco magro

2 cucchiai di sciroppo al pino

1 cucchiaio di miele

 

Preriscaldate il forno a 180°. Tagliate il burro a piccoli pezzi, trasferiteli in una ciotolina e fatelo sciogliere nel forno mentre raggiunge la temperatura. Nel frattempo montate i tuorli con lo zucchero, poi unite lo yogurt, lo sciroppo, mescolate per fa amalgamare e in fine aggiungete il burro fuso. In una ciotola mettete la farina di mais, la farina 00, il sale e il lievito, mescolate bene e aggiunte in più riprese le farine all’impasto liquido. Alternate ogni aggiunta con il latte. Dovrete ottenere un composto morbido ma abbastanza compatto, perché ci sarà poi il mango a dargli umidità, quindi aggiungete il latte gradualmente, può essere che ve ne serva poco. Aggiungete il mango tagliato a cubetti, mescolate, versate l’impasto nella teglia e infornate per 45-50 minuti. Fate la prova stecchino per verificare la cottura, se infilazata la torta lo stuzzicadenti esce asciutto è pronta. Fatela raffreddare completamente prima di farcirla.

 

Per la farcitura e la glassa: in una ciotola mescolate lo yogurt greco con lo sciroppo e il miele. Tagliate la torta a metà orizzontalmente e spalmate un sottile strato di marmellata sulla superficie inferiore, farcite con abbondanti cucchiaiate di crema allo yogurt avendo l’accortezza di tenerne qualche cucchiaio per ricoprire la superficie.

Coprite il tutto con l’altro disco torta e ultimate spalmando in superficie quel che rimane della crema di yogurt.

Sarebbe perfetta se lasciata riposare un’oretta in frigo prima di servirla, ma anche mangiata così all’istante è buonissima. Va comunque conservata in frigo.

 

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