Sto facendo un po’ di fatica a scrivere, e anche a trovare un titolo adeguato, non è che non sappia cosa dire è che non riesco a trovare il modo di buttare giù due righe di senso compiuto, che riescano a esprimere quello che ho in mente.

Quindi farò quello che nemmeno quando scrivevo i temi al liceo facevo: brainstorming/scaletta.

 

Avrei potuto decantarvi il piatto che vedete in foto come la scoperta del secolo, la svolta culinaria, ma la verità è che siamo di fronte ad una piccola sconfitta. Che mi serva di lezione.

 

A già, è una GF vegan chickpea pasta with creamy caouliflower sauce (cheesy wanna be kind of)… pian col fajan, come direbbe… boh come direi anche io, visto che l’idioma / dialetto fortificano il concetto. Vi assicuro che arrivati alla fine vi renderete conto che se avessi usato l’italiano il sugo della storia sarebbe risultato un po’ carente di sale, si insomma insipido, privo di carattere.

 

Quindi: pasta di ceci con crema di cavolfiore, vegana e senza glutine. Com’è questo piatto? Allora:

 

  • Forzato
  • Interessate
  • Migliorabile
  • Carico di potenziale
  • Al di sotto delle aspettative
  • Piatto per uno… non per due, nel senso che a meno che non siate certi al 100% che la persona con cui avete intenzione di mangiarlo si gastronomicamente matta come voi, non fatelo.
  • Divertente
  • Presuntuoso
  • Light
  • Vegano
  • Senza glutine
  • C’è di peggio
  • Bo’ non saprei
  • Ogni tanto ci sta
  • Felice di averci provato

 

Fossi una vegana convinta – o meglio , allergica ai latticini– e celiaca allora dico avanti tutta, questo piatto davvero ti salva, anche perché metti caso di aver voglia di condividerlo con qualcuno, tale qualcuno vista la situazione accetterebbe, e anche apprezzerebbe se di larghe vedute, questo piatto “virtuoso”. Non è che sia cattivo, è che è un po’ troppo ibrido.

 

Dovrebbe essere una pasta al formaggio, ma ovviamente senza pasta e senza formaggio. Partendo dal presupposto che di questi tempi ormai quasi nulla è impossibile perché non provarci? Di cose strane e pure buone ne ho mangiate.

 

A supportare questo esperimento è anche il boom delle paste a base di farina di legumi. Ceci, lenticchie, fagioli neri. Legumi secchi, macinati ridotti a farina, mescolati con acqua per ottenere della pasta. Idea geniale per chi non la può mangiare, idea geniale per dare un respiro più ampio al mondo dei legumi che ci fanno benissimo – astuto per i bambini a mio avviso, la pasta di lenticchie è arancione tra l’altro – e anche per dare un po’ di brio alla proposta alimentare odierna. E vi dirò… di per se quella di ceci (unica che ho provato fino ad ora) è buona, ha un buon sapore, il problema è la consistenza. E’ troppo fragile, senz’anima.

 

Mi rendo conto che sono la prima a dire che bisogna sempre fare attenzione alle aspettative. Lo sai che non è vera pasta quella che stai mangiando, quindi non aspettarti di avere lo stesso gusto e consistenza. E’ che di fronte ad un fusillo come fai? Con tutta la buona volontà l’associazione ti viene spontanea. Forse ho esagerato con la crema di cavolfiore, se l’avessi condita con olio e Grana o saltata con pomodorini e basilico probabilmente l’avrei apprezzata di più, ma sarebbe stato troppo facile. Noi si voleva una ricetta dal titolo lungo.

 

Tra l’altro la crema non è niente male, magari spalmata sul del pane con sopra della zucca arrostita… direi che è la parte della ricetta che mi è piaciuta di più.

 

Tornando al piatto nel suo complesso, è stato un bel tentativo, ma altamente perfezionabile. Vi consiglio di provarlo perché possiate rendervi conto nella pratica di quello che ho scritto.

Sarà che sono una fan della pasta scondita (attenzione, quella in bianco per me ha già una buona dose di condimento tanto da poterlo chiamare sugo), ma la pasta di legumi ha già una personalità molto forte e secondo me andrebbe mangiata nella sua semplicità, senza condimenti pretenziosi, perché come dicevo prima il gusto non è affatto male… leggermente dolce.

 

Di certo gli va attribuito il merito nutrizionale che non è assolutamente trascurabile: non di semola si tratta ma di ceci, con tutte le loro caratteristiche positive, ovvero alto contenuto i fibre e proteine. Se state seguendo una dieta ipocalorica, iperproteica o se semplicemente volte tagliare un po’ sui carboidrati e siete dei pasta lover… beh direi che in questo caso si può parlare di svolta.

 

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INGREDIENTI

 

Per la crema di cavolfiore

 

1/4 di cavolfiore cotto al vapore

1 cucchiaio di lievito alimentare

2 cucchiai di parmesanito

1 cucchiaino di paprica affumicata

Curcuma q.b.

Sale alle erbe q.b.

3 cucchiai di latte di cocco

 

70 gr di pasta di ceci

 

Frullare tutti gli ingredienti nel bicchiere del minipimmer, assaggiare e aggiustare il sapore se necessario.

 

Portare a bollore l’acqua, salarla e cuocere la pasta per il tempo indicato sulla confezione. Quando sarà cotta scolatela tenendo da parte un po’ d’acqua di cottura. Conditela con la salsa di cavolfiore allungando il tutto con un po’ d’acqua se necessario. Impiattate e completate con una grattugiata di pepe nero se vi piace.

 

 

 

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