Il vincitore del titolo di prodotto prefe del momento ­– la cui durata è assolutamente variabile e determinata dalla sottoscritta – è il cous cous di ceci e lenticchie.

 

Niente di complicato o strano… anzi, ho appena sbrogliato una bella matassa e questo piatto è il mezzo perfetto per raccontarvi due cose che prima d’ora erano in una zona d’ombra:

  1. Che cos’è di fatto il cous cous?
  2. Perché se sono onnivora, la mia cucina e di conseguenza anche il blog, sono prevalentemente vegani? Nemmeno vegetariani – perché metti che non ti piace il gusto della carne – ma proprio vegan.

 

Allora, il cous cous. È quel grano piccolo piccolo, che assomiglia un po’ al riso e che si mangia spesso d’estate, freddo con le verdure… oppure con della carne bianca, di solito il pollo. E’ tipico della cucina nord africana e anche siciliana (zona di Trapani).

Tecnicamente si tratta di granelli di semola di frumento – aka semola di grano duro, quella che in sostanza si utilizza per fare la pasta – che viene macinata e ridotta in granelli piccolissimi per essere poi cotta a vapore e utilizzata per accompagnare piatti sia di verdure che di carne. Generalmente molto sugosi. La sua versione precotta è la più diffusa in commercio, basta aggiungere dell’acqua bollente e in 5 minuti è tuto pronto, insomma comodissimo e versatile.

 

Detto questo, oggi con il termine cous cous si possono intendere anche altri prodotti non a base di grano duro, ma anche di altri cereali e legumi ottenuti con lo stesso procedimento… ovvero con la macinatura del chicco o del seme. Quindi si possono avere cous cous di miglio, di farro, di mais d’orzo etc. e anche di legumi.

 

Il cous cous di ceci e lenticchie quindi è un prodotto fatto solo da questi legumi secchi ridotti a granelli piccolissimi. Velocissimo da preparare, completamente senza glutine e altamente proteico. Ed è esattamente qui che volevo arrivare… ebbene si… sono anche io una cacciatrice di proteine alternative.

Mi collego così alla seconda domanda: perché andare alla ricerca spasmodica di proteine alternative se tanto mangio anche la carne e i latticini e posso disporre di tutte le proteine che desidero?

Posta in un altro modo, non che nel modo in cui tutti me la pongono, la domanda è: perché in cucina ti comporti da vegana se vegana non sei?

Ecco è una domanda che mi ha sempre messo in difficoltà e a cui ho sempre risposto in modo molto superficiale con un: << Bo perché mi piace, è fico sperimentare. Poi i latticini ogni tanto mi fanno male, ne ho sempre consumati molti e sto cercando di ridurli il più possibile. Adesso mangio solo formaggi stagionati. La carne non mi fa tanta voglia, poi sai, tutto quello che gira attorno al business della carne, le condizioni degli allevamenti etc. il tutto mi lascia un po’ perplessa. Se so dove e come è cresciuto l’animale mangio carne volentieri se no non più di tanto… bla bla bla >>. Cazzate!* Insomma risposte sempre generiche e assolutamente poco credibili contando che sono laureata in Scienze Gastronomiche e dovrei saper difendere le mie opinioni e i miei comportamenti nei confronti del cibo.

 

La verità è che non ho mai riflettuto seriamente sul perché io mi comporti così in cucina, finché un lontano parente australiano di 24 anni della mia migliore amica… capitato qui in Italia perché fa una vita meravigliosa viaggiando per il globo, mi ha posto la domanda da un milione di dollari: << maaa cucini con ingredienti alternativi perché sei effettivamente vegana o perché ti piace la sfida? >>… o perché ti piace la sfida? Perché mi piace la sfida!! Ecco perché. Mi piace la sfida! Cavolo, fritto è buono anche uno scarpone… e io voglio fare uno scarpone buono senza friggerlo. Perché? Perché io adoro le sfide, adoro i limiti per superarli.

 

Se riesco a correre per 11 km vuol dire che riesco a correrne anche 11,5.

Se prendevo 29 ad un esame voleva dire che avrei potuto prendere anche 30.

Perché assumere proteine dalla carne? Troppo facile.

E per forza la torta è buona… ci sono 2 etti di burro… vedi te se riesci a farla buona senza.

E vabe… se friggi le polpette e dentro ci metti pure il formaggio, son bravi tutti.

 

 

Potrei continuare così all’infinito, non lo farò, ma l’importante è che il concetto sia fissato.

Chiaro dietro tutto ciò ci sono anche motivazione etiche, salutistiche, relative al mio gusto personale per certi cibi, ingredienti, tecniche di cottura e sapori in particolare. Ma il nostro amico australiano nella sua spontaneità mi ha tolto  le fette di salame dagl’occhi.

 

In quello che faccio metto me stessa, e immagino lo facciano un po’ tutti. C’è chi non sente il bisogno di andare oltre, e gli piace farsi cullare dalla sicurezza di qualcosa che è buono per forza, tipi tranquilli, di quelli che ti trasmettono pace e serenità. E poi c’è chi che come me deve provare la fatica per sentirsi vivo. If it hurts it’s gonna work…se fa male vuol dire che funziona, te lo dicono di solito quando ti alleni… beh è un atteggiamento che ho praticamente 24 ore su 24, in tutte le cose che faccio. A volte gioca a tuo vantaggio, a volte ti si ritorce contro perché capita che ti fai male davvero. Tuttavia la soddisfazione che si ha alla fine è sufficiente.

 

 

Finalmente la ricetta… facilissima, sorprendentemente buona. Godetevi le ultime melanzane della stagione che con la consistenza e la dolcezza del cous cous di ceci e lenticchie sono una bomba.

 

*perdonate il francesismo.

 

INGREDIENTI per 4 porzioni circa di melanzane

 

4 melanzane tonde di dimensioni medio piccole

1 cipolla rossa grande

2 spicchi d’aglio in camicia

2 peperoni verdi grandi o 3 piccoli

3 coste di sedano

100 ml di latte di cocco

150 ml di vino bianco secco

2 cucchiaini di granulare vegetale

Sale q.b.

 

60 gr circa di cous cous (peso da crudo) a testa.

 

 

Tagliate a cubetti le melanzane. Affettate la cipolla – non troppo sottile –, schiacciate gli spicchi d’aglio, tagliate a tocchetti il sedano e i peperoni a listarelle.

Mettete tutte le verdure in una padella molto capiente e fate prendere temperatura alla pentola continuando a mescolare perché le verdure non si brucino. Sfumate con il vino e abbassate la fiamma. Dopo qualche minuto aggiungete il granulare vegetale e 1 mestolo d’acqua. Coprite e fate cuocere per 25 minuti circa fino a che le verdure non saranno cotte. Se dovesse essere necessario aggiungete dell’altra acqua. Togliete il coperchio, alzate la fiamma, versate il latte di cocco, mescolate perché si amalgami e spegnete subito. Assaggiate e aggiustate di sale. Guarnite con qualche foglia di prezzemolo se vi piace.

 

Per quanto riguarda il cous cous non dovete fare altro che seguire le indicazioni riportate in confezione. Variano a seconda della marca del prodotto.

 

Accompagnate il cous cous con le melanzane tiepide.

 

 

PS: sia le melanzane che il cous cous se ben chiusi si conservano in frigo anche per 4 giorni. Tuttavia il cous cous è così veloce da preparare che non sarà necessario cuocerne in anticipo, però a voi la scelta. Queste melanzane invece sono un ottima soluzione da tenere bella pronta per pranzi fuori casa e cene pigre.

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