Non tutto quello che piace fare ci fa bene, a volte potrebbe anche farci male ma, ci piace… quindi lo facciamo.

Non sempre mangiamo per fame, spesse volte si, ma tante altre volte invece no, mangiamo per diverse ragioni che sono legate alle nostre abitudini e ai nostri stati d’animo.

E’ risaputo che tutti disponiamo di un orologio biologico che determina i vari momenti della giornata in cui il nostro corpo necessita di attenzioni, dalle più soggettive alle universali. Quando è ora di mettere la crema per le mani, quando è ora ti telefonare alla nonna, quando si ha fame o sete… insomma, ci sono delle abitudini che il nostro corpo registra e che poi si aspetta vengano rispettate.. altrimenti ci viene fatto notare.

 

Mangiare è bello, mangiare è bellissimo, mangiare è vivere, ed è per quest’ultima ragione che ci piace così tanto, il piacere è lo stimolo alla vita. E chiunque dica di essere indifferente al cibo, uhm… temo non dica la verità. Un piccolo barlume, sentore, accenno di piacere c’è, se poi non lo notiamo è solo colpa nostra. Mangiare è sempre un piacere, anche se per solo una frazione di secondo. Ragion per cui quando siamo annoiati spesso risolviamo il disagio mangiando.

Non vi dico quando ero in sessione esami all’università, praticamente non studiavo mai a casa. Andavo sempre in una caffetteria, in aula studio a casa di un’amica, altrimenti anche con tutta la buona volontà mangiavo a ruota libera, a volte anche senza rendermene conto. Stress + noia erano un cocktail micidiale. Non vi capita mai di vivere delle situazioni in cui state facendo qualcosa che non vi piace o in cui per l’appunto, vi annoiate, e l’unica cosa che vi fa tirare avanti è che mancano solo 30 minuti al momento in cui farete merenda? Sembrerò anche matta ma, mi capita spesso e vi dirò di più, è estremamente utile.

 

Non potete immaginare quindi la mia reazione quando ho visto questo piatto… cioè, è la storia della mia vita. E ho pensato anche voi perché ho valide ragioni di credere che tante altre persone abbiano lo stesso atteggiamento nei confronti dell’eterno spuntino. Tra l’altro è un piatto che ho comprato da delle ragazze davvero fiche. Loro hanno un negozio su ruote: Le21. Con il loro Volkswagen  vintage verde smeraldo se ne vanno in giro per Padova e dintorni a vendere i loro oggetti. Spesso pezzi unici, oggettistica di vario genere, dai bijoux di artigiani ad arrendamento e biancheria per la casa. Piatti, bicchiere, tovaglie, tovagliette, accessori,  una variabilità che dipende dal fatto che vendono semplicemente quello che gli piace, oggi una cosa domani non si sa. E’ fantastico perché sono due giovani donne che hanno preso la decisione di mettersi in gioco investendo nella loro passione. I loro oggetti sono incredibilmente personali, e proprio per questo per quanto diversi possano essere tra loro per genere e forma rimangono coerenti.

 

Nella loro pagina facebook ci tengono aggiornati nei loro spostamenti per la città e di tutti i nuovi articoli in vendita https://www.facebook.com/le21botique/ e ovviamente sono presenti anche su Instagram https://www.instagram.com/_le21/

 

Sempre per una questione di coerenza l’ho usato per mangiare – e ovviamente anche per fotografare – un gelato al cocco e cacao. Un vero pasto non sarebbe stato il soggetto giusto, ci voleva qualcosa di godurioso, un piccolo peccato di gola che avesse l’unico scopo di generare piacere. Qualcosa che spesso, se ce l’abbiamo in casa, viene mangiato per noia… non perché si ha fame, è semplicemente buono e mangiare il gelato al cioccolato è bello, ragioni più che sufficienti.

 

BTW questo gelato è –nemmeno a dirlo – vegano e senza zucchero… good for you e molto, molto cioccolatoso. Cremoso anche, perché fatto solo con la parte grassa del latte di cocco, non che la panna. Un inno al piacere e alla libertà che dovremmo imporci di avere sempre: fare quello che ci piace.

 

INGREDIENTI per 500 ml

 

Latte di cocco: 1 scatola (da 400 ml) di cui dovrete utilizzare solo la parte solida + 150 ml intero (ovvero non separando la parte liquida da quella solida)

1 banana + mezza molto matura

I semi di 1 bacca di vaniglia

4 cucchiai di cacao amaro in polvere

1 cucchiaino di equick  (o se non vi fate problemi il nesquick classico andrà bene lo stesso)

 

Frullate assieme tutti gli ingredienti e versate in un tupperware. Fate rapprendere in freezer per almeno 6 ore prima di servire il gelato.

Ovviamente non avendo addensanti, stabilizzanti e masse grasse importanti come olii o banalmente la classica panna, dopo una lunga sosta in freezer il vostro gelato sarà duro come un mattone. Cosa fare? Le cose sono due + 1: o lo tirate fuori dal freezer 30 minuti prima di mangiarlo, anche se non avrà la consistenza cremosa che aveva appena fatto, oppure tagliate la mattonella a pezzi e la mettete nel frullatore, in questo modo riacquisirà la sua consistenza cremosa originaria. Quest’ultima tecnica è quella che ho utilizzato per scattare le foto, quindi la consistenza che otterrete in questo modo è esattamente quella che vedete in foto.

Il “+1” invece è il metodo che utilizzo sempre, ovvero cucchiaino, coltello e santa pazienza alla mano attacco la mattonella di cioccolato e via… così scarico anche la tensione.

 

PS: quando aprirete la lattina di latte di cocco noterete che in superficie si sarà formato uno strato solido, è la panna di cocco ed è quella che dovrete utilizzare per questa ricetta. Per far si che questo strato si formi sarà necessario tenere la lattina ferma in posizione verticale, senza sballottarla a destra e a manca. Adesso che le temperature sono più fresche potete tranquillamente conservarlo in dispensa, mentre se è estate è meglio tenerlo in frigo.

La parte liquida che vi rimane, simile all’acqua di cocco, conservatela in un barattolo di vetro in frigo e usatela per altre ricette, ad esempio nei curry di verdure, per cuocere la carne, per fare marinate, nei frullati di frutta o come sostituto del latte nei vostri dolci da forno.

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