Dopo anni di: « vabè vado a fare dell’hummus », eccolo, la ricetta definitiva di quello che è stato per un sacco tempo, il mio aperitivo, la mia merenda, il mio pranzo, la mia cena, la mia “cosa da portare a casa di amici”… il mio HOLY HUMMUS che in frigo non manca mai.

 

Non sottolineo “mio” perché ho una mania di protagonismo, anche se del mio hummus sono molto gelosa, ma perché questa è la mia versione e non quella originale.

Sull’hummus non si scherza, è una ricetta tradizionale ricca di storia, e come a noi italiani non piace quando mettono l’ananas sulla pizza, la panna nella carbonara e il dado nella caponata, allo stesso modo l’uso dei ceci in scatola e di due scarsi cucchiaini di tahina potrebbero non piacere in quel di Israele, quindi, metto le mani avanti.

 

Che si possa forse dire che l’hummus – culturalmente parlando – sia l’equivalente mediorientale della pasta?

Questo non saprei, certo è che non è solo una salsa da mangiare con le carotine, e nemmeno un contorno, è un è un piatto unico vero e proprio, carico di valore, oltre che dannatamente buono.

 

È se vogliamo il piatto della discordia, lo specchio del conflitto israeliano – palestinese nella misura in cui ancora non si capisce bene a chi ne spetti la paternità… un po’ come il tiramisù in Italia.

E’ un antidepressivo, la tahina e i ceci (i due ingredienti principali) contengono tra gli aminoacidi essenziali il Triptofano, la Fenilalanina e la Tirosina che ci rendono felici, perché servono a prolungare la permanenza della serotonina libera nel cervello e a ritardarne l’assorbimento, in pratica la serotonina (ormone della felicità) rimane più tempo in circolo e i sintomi della depressione sono rallentati, è grossomodo il sistema di funzionamento dei farmaci antidepressivi, solo che questo è più buono

Inoltre se qui in Italia cominciano a vedersi solo negli ultimi tempi delle scatolette di hummus nei banchi frigo dei supermercati, all’estero, in particolare negli USA esiste un vero e proprio mercato.

Agli inizi, nel 2008, si è parlato di una vera e propria guerra dell’hummus, quando due compagnie: OSEM e STRAUSS stavano combattendo per il mercato americano. Strauss è il proprietario di SABRA, un’azienda americana fondata da un Israeliano. All’inizio del 2008 Pepsi Co. compra una parte di Sabra e le due compagnie iniziano a lavorare assieme per diffondere in tutti gli USA i loro prodotti.

Osem invece è il proprietario di HUMMUS TZABAR, il principale competitors di Strauss in Israele, ed è prossimo all’acquisto di TRIBE, il secondo produttore di hummus negli USA.

Al tempo, nel 2008, il mercato dell’hummus negli USA valeva 250 milioni di dollari, stimato in crescita dal momento che aveva registrato un + 78% rispetto all’anno precedente.

 

Insomma, per quanto buona, mica pizza e fichi! Capite bene che mi addentro con molta umiltà in questo argomento, e ci tengo quindi a precisare che questa è la mia ricetta definitiva, frutto di anni e anni di diverse versioni, più tahina, meno tahina, olio non olio, latte di cocco non latte di cocco, cumino si cumino no, prezzemolo si prezzemolo no e via così.

Tra l’latro, la cosa più importante che ho imparato in tutto questo tempo è: sbucciare i ceci. E’ un lavoro lungo, nel senso… ti vanno via quei 10 minuti un po’ pallosi in qui devi lavare bene i ceci dalla loro acqua di governo (perché si, era sottointeso che uso i ceci in scatola, BIO, ma comunque in scatola) e sbucciarli uno a uno, e vi dirò mi rilassa un sacco, è un momento di riconnessione con me stessa.

 

Al di la della meditazione che ne deriva, il motivo per cui sbuccio i ceci è perché in questo modo l’hummus viene molto più cremoso e morbido e soprattutto è più digeribile, perché è proprio la buccia dei legumi a provocare eventuali fastidi intestinali.

 

Fatto tutto questo preambolo, sono davvero felice di essere giunta ad una ricetta definitiva, posso finalmente dire di avere il mio hummus.

 

E lo so… sono felice con poco.

Ciotola di Ceramica_pop

INGREDIENTI

 

1 scatola di ceci

2 cucchiaini di tahina

1 cucchiaino di olio extravergine di oliva

Il succo di mezzo limone

2-3 cucchiai di acqua (o brodo vegetale)

Mezzo cucchiaino di cumino

Un pizzico di aglio in polvere

Sale q.b.

Paprica dolce per decorare

Pepe bianco q.b.

 

Scolate e lavate bene i ceci sotto l’acqua correte. Sbucciateli (schiacciando il cecio fra il pollice e l’indice la buccia verrà via praticamente da sola) e metteteli nel frullatore. Aggiungete la tahina, l’olio, il succo di limone, due cucchiai di acqua per cominciare (eventualmente il terzo lo potete aggiungere alla fine per sistemare la consistenza), il cumino, l’aglio, il sale e frullate tutto. Continuate a frullare fino a che il l’hummus non sarà cremoso e vellutato, dovete cercare di eliminare il più possibile eventuali grumi.

Assaggiate e bilanciate il sapore se necessario aggiungendo quello che secondo voi serve.

Trasferite l’hummus in una ciotola e finitelo con paprica dolce e pepe nero, eventualmente con un leggero filo d’olio.

Potete mangiarlo subito o conservarlo in frigo ben chiuso in un tupperware.

 

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